venerdì 1 ottobre 2010

Interessante e intelligente proposta per il futuro del mondo

Il presidente Rafael Correa vuole mantenere il petrolio nel sottosuolo per proteggere l'Amazzonia e le culture originarie

Presidente Rafael Correa quiere mantener petroleo en el subsuelo para proteger la Amazonía y las culturas originarias

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Il patto del YASUNI' : una nuova etica ambientale

Equador ha sorpreso il mondo con la proposta Yasunì: ha messo in vendidta il salvataggio di una selva, considerata Riserva della Biosfera. Il procedimento consiste nel fatto che lo stato emette bonus per il crudo che rimarrà "in sito", con il doppio compromesso di NON ESTRARRE MAI QUESTO PETROLIO e di proteggere il Parco Nazionale Yasunì.Il presidente della Repubblica dell'Equador, Rafael Correa ha segnalato che la prima operazione per il paese è di mantenere
il crudo nel sottosuolo, senza sfruttarlo. Si cercherà di stimolare la società nazionale e internazionale per contrinuire con lo stato Equadoriano nell'ampliamento di questa costosa decisione nazionale. L'aspettativa del governo è raggiungere per questa via il 50% di ciò che otterrebbe estrarre il crudo di questo progetto....3.500 milioni di dollari.
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MEGA BIODIVERSITA' O PETROLIERA TRA EQUADOR E PERU'
Gli scentifici considerano l'area che si estende dal Parco Nazionale Yasunì in Equador fino alla selva bassa del Loreto in Perù come il luogo più biodiverso di America.I petrolieri vedono solo guadagno facile.I nativi Huaorani, raccontano: "C'era una ceiba enorme che quando è cascata si è creata tutta l'Amazzonia e i waoranis, per questo noi siamo parte del bosco e sappiamo vivere con lui. Anticamente i nostri nonni camminavano per tutto il nostro territorio proteggendolo nei suoi limiti e insegnandoci i percorsi, i fiumi e i luoghi dove sono sotterrati in nostri avi.
Il padre puma era il saggio spirituale, divino e medico che aveva tutta la magia che guidava il nostro popolo e ci dava il potere di essere guerrieri e vivere nel bosco. Il potere dei padri.
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Gli Huaorani parlano Huao Terero, una lingua isolata, e sono circa 2000 persone. Negli ultimi 40 anni, una parte di loro si è sieduto in stabilimenti permanenti nella selva. Ma, cinque comunità, Tagaeri, Huinatare, Onamenane e due gruppi di Taromenane, hanno rifiutato tutti i contatti con gli no Huaorani, e si muovono continuamente in aree più isolate, generalmente in direzione della frontiera peruana.

Yasunì e il petrolio
Yasunì è stata qualificata dagli scientifici di tutto il mondo, come la zona di maggior biodiversità del pianeta. In solo un ettaro del Yasunì, si sono incontrate 644 specie di alberi. Ci sono tante specie di alberi e arbusti in un ettaro del Yasunì come esistono alberi nativi in tutta America del Nord. Questo parco è stato nel suo momento dichiarato Riserva Mondiale della Biosfera per l'UNESCO.
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La Riserva della Biosfera è anche la casa del popolo indigeno Huaorani e dei popoli in isolamento volontario. Si tratta degli ultimi esseri liberi dell'Equador, autentici guerrieri, quelli che vivono nella denominata "società dell'abbondanza", perché producono quanto basta per soddisfare le loro esigenze.
L'impatto prevedibile dalle attività petroliere nel parco sono: contaminazione, deforestazione, distruzione del tessuto sociale, estinzione di culture, ecc.
Il Presidente della Repubblica dell'Equador, Rafael Correa ha segnalato che la prima scelta per il paese è mantenere il crudo nel sottosuolo, senza sfruttarlo. Si cercherà di stimolare la società nazionale e internazionale per contrinuire con lo stato Equadoriano nell'ampliamento di questa costosa decisione nazionale. L'aspettativa del governo è raggiungere per questa via il 50% di ciò che otterrebbe estrarre il crudo di questo progetto....3.500 milioni di dollari.
Il procedimento consiste nel fatto che lo stato emette bonus per il crudo che rimarrà "in sito", con il doppio compromesso
di NON ESTRARRE MAI QUESTO PETROLIO e di proteggere il Parco Nazionale Yasunì.
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EL PACTO DEL YASUNÍ: UNA NUEVA ÉTICA AMBIENTAL

IL PATTO DEL YASUNI': UNA NUOVA ETICA AMBIENTALE
Gli argomenti a favore della proposta sono:
La proposta è l'unica soluzione del cambio climatico
Conservazione della biodiversità
Misure di protezione di popoli che vivono in Yasunì
La trasformazione dell'economia dell'Equador 982 mila ettari dell'Amazzonia occidentale e rappresenta uno dei luoghi di maggiore biodiversità nel pianeta.
Equador ha sorpreso il mondo con la proposta Yasunì: mise in vendita la salvezza di una selva, considerata Riserva della Biosfera.


Il governo di Equador ha firmato con il Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo (PNUD) la fideiussione Yasunì-ITT, che cerca di evitare l'estrazione del petrolio del sottosuolo equadoriano in cambio di apporti finanziari a livello mondiale, principalmente dai paesi industrializzati.
Con questo meccanismo, Equador e le Nazioni Unite intendono compiere vari obbiettivi ambientalisti con un solo movimento.
Il primo consiste nel salvare il Parco Nazionale del Yasunì, che consiste in un 982 mila ettari dell'Amazzonia occidentale e rappresenta uno dei luoghi di maggiore biodiversità nel pianeta.
Se l'Equador decidesse di sfruttare il petrolio del Yasunì, per il quale ha diritto, per giunta considerando la sua povertà, l'infrastruttura petroliera servirebbero la tavola per le compagnie minerarie e di legname, lo sviluppo immobiliario, lo sgombero delle comunità indigene e i conflitti politici.
Infine, tutte quelle attività commerciali che nel suo sviluppo caotico rappresentano una prigione per gli ecosistemi del mondo. Il secondo obbiettivo è di raggiungere con questa fideiussione sia il pagamento dei debiti ambientali dei paesi ricchi.
Il meccanismo di contribuzione consiste in buoni chiamati Certificati di Garanzia del Yasunì, documenti che dà il Governo di Equador garantendo che il petrolio resti nel sottosuolo. Se in qualche momento Equador decidesse di sfruttare il petrolio, i buoni dovranno essere pagati nella loro totalità.
Un terzo e fondamentale obbiettivo è il precedente che questa iniziativa può essere nelle relazioni tra il pianeta e le attività produttive umane. La Fiediussione Yasunì si assomiglia in qualche maniera alla concenzione dei crediti di carbone che già si sono pianificati in altri forum.
Tuttavia l'oggetto da salvare qui non è etereo come il CO2, ma giace difronte agli occhi del mondo nella forma di una selva vergine, la quale salvezza può dare buoni tag verde e la responsabilità sociale alle imprese che vogliono riposizionare la loro immagine in un mondo sempre più preoccupato per l'ambiente.
Immaginate Coca-Cola o la General Motors litigarsi per avere più certificati del Yasunì investendo più denaro nella conservazione di questa selva è uno scenario che appare.
Il quarto beneficio pare da non considerare, ma non lo è. Si tratta di evitare la combustione di un 407 tonnellate metriche di CO2, che si otterrebbe evitando l'estrazione di 800 milioni di barili di petrolio. si tratta del 20% delle riserve di petrolio di Equador.



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Queste cifre sono state confermate dal ministro coordinatrice del Patrimonio di Equador, Maria Fernanda Espinosa.
Un'altra meta è raggiungere semplicemente il benessere sociale degli equatoriani, che è garantito dal preservare la serva conservando un patrimonio vivo e produttivo. Più del 60% degli equatoriani ha espresso il desiderio di evitare lo sfruttamento del Yasunì. Con questa misura si compie un vecchio ideale politico: la voce del popolo è la voce degli Dei.
E se questi benefici non fossero sufficienti, la lista si ingrandisce: il successo per l'efficienza energetica, la ricerca e la scienza, il consolidamento del patrimonio nazionale, la riforestazione, l'investimento sociale, i diritti indigeni, la protezione della biodiversità mondiale, la fornitura di acqua costante, i semi per una industria ecoturistica, la diversificazione di fonti di finanziamento.

Tuttavia, questo patto ambientale non è un fatto. Manca vendere l'idea ai paesi con le risorse finanziarie. Per questo, gli organizzatori sono in attesa di visitare la Germania, l'Olanda, il Belgio, la Francia, la Norvegia, la Spagna, l'Italia e gli Stati Uniti. Oltre che il gigante Cina. Altri contingenti si avvicineranno nel medio oriente agli Emirati Arabi, Qatar, Arabia Saudita, Kuwait e Libano.

Nei viaggi si conterà sulla presenza del presidente di Equador, Rafael Correa.
Per ora l'offerta è fatta, manca che la coscienza dei leaders mondiali affiori per mettere un esempio forte nel mondo.
Leggere più in alto la proposta...

http://www.amazoniaporlavida.org/es/Parque-nacional-Yasuni/El-Parque-Nacional-Yasuni.html

Il peggiore disastro ambientale in materia petroliera del mondo.
TEXACO nell'amazzonia Equatoriana
Leggi ancora...http://www.amazoniaporlavida.org/es/Parque-nacional-Yasuni/El-peor-desastre-petrolero-del-mundo-Texaco-en-la-amazonia-Ecuatoriana.html

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(*) Rafael Vicente Correa Delgado (nato in Guayaquil, Equador; il 6 aprile del 1963) è un economista e politico di sinistra equadoriano.
E' il Presidente della Repubblica dell'Equador dal 15 di gennaio del 2007.
Grazie alle sue qualifiche accademiche nel collegio, ha ottenuto una borsa di studio nell'Università Cattolica di Santiago de Guayaquil, un istituto particolare in Equador, nel quale si è congedato come economista nel 1987. Durante il volontariato di un anno nelle montagne equatoriane acquisì la conoscenza base del Kichwa, lingua indigena più parlata in Equador.
Correa ha ricevuto poi un'altra borsa di studio, questa volta per studiare in Europa e raggiungere così il grado di Maestria in Economia nell'Università Cattolica di Lovaina, Belgio. Mediante un'interscambio accademico organizzato dall'Università San Fransisco di Quito, studia nell'Università di Illinois in Urbana-Champaign, Stati Uniti fino ad ottenere il grado di PhD nel 2001.
Il titolo della sua tesi di dottorato fu "Tre saggi riguardo lo sviluppo contemporaneo latinoamericano". Le sue tesi erano essenzialmente que le riforme strutturali applicate in Latinoamerica a partire dagli '80 fallirono nel fomentare la crescita. Mediante analisi econometriche, Correa argomentò che le riforme non originarono crescita, e che la liberalizzazione dei mercati lavorativi ha pregiudicato la produttività dei paesi latinoamericani http://es.wikipedia.org/wiki/Rafael_Correa

scritto da El Polvorin Blog Malcom Allison

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